Lingua e Salute

Lo sapevi che la tua lingua indica il tuo stato di salute?
Se il colore è roseo e uniforme non dovete preoccuparvi, il vostro stato di salute è ok, ma se avesse qualche imperfezione allora indica qualcosa che non va, e dobbiamo imparare a decifrare i suoi messaggi.

Innanzitutto la prima cosa da fare è rivolgersi a uno specialista, dentista, igienista dentale o medico di base che possano darvi indicazioni utili che vi aiuteranno a capire cosa la vostra lingua stia cercando di dirvi.

PATINA BIANCASTRA:
Se la vostra lingua presenta una patina biancastra niente paura, è probabile che abbiate lo stomaco sottosopra, infatti è tipica di una alimentazione ricca di zuccheri o latticini, che alterano l’equilibrio dei batteri nella bocca.
Può essere anche dovuto alla cattiva abitudine del fumo, dell’abuso di alcol o semplicemente a carenze vitaminiche.
Soluzione?Rivedere la dieta, cercando di eliminare gli zuccheri in eccesso e limitare il fumo e il consumo di alcolici.

CHIAZZE BIANCHE:
Tipico è il mughetto del bambino, lingua rossa con chiazze bianche, può presentarsi anche nell’adulto e non è altro che candida.
Ma non affidatevi a una cura “fai da te” consultate il vostro medico che vi prescriverà il rimedio più veloce e più adatto al vostro caso.

LINGUA ROSSO VIVO:
Anche in questo caso il consulto con un medico, o esperto del settore vi potrà aiutare per valutare se la lingua è dovuta alla presenza di un fungo o a un virus, ma non allarmatevi, in questi casi un antifungino locale o a volte un semplice colluttorio antinfiammatorio vi aiuterà a risolvere il problema.

LINGUA PALLIDA:
La lingua pallida è spesso carenza di Ferro, quindi apportate alla vostra dieta un aumento di quegli alimenti che ne sono ricchi, come carni rosse, legumi, spinaci…

LINGUA GONFIA E DOLENTE:
Spesso dovuta ad azione allergica, anche a componenti di dentifrici e di colluttori che abbiamo utilizzato, quindi cercare di variare questi prodotti per cercare di capirne la causa, e rivolgersi al medico per eventuali prove allergologiche.

LINGUA RUVIDA O ASCIUTTA:
Tipica di chi beve poco, o di chi dorme con a bocca aperta, svegliandosi con il cavo orale asciutto e secco.
Unico rimedio: BERE! BERE! BERE! Acqua mi raccomando.

DONNE E SALUTE DELLA BOCCA

I cambiamenti ormonali ai quali una donna va incontro durante la vita sono innumerevoli. Dalla pubertà alla menopausa gli ormoni femminili variano e portano a cambiamenti anche nella bocca. Gengive, ossa mascellari e denti possono risentirne.

PUBERTÀ

La produzione di ormoni come progesterone ed estrogeni aumenta, portando a una maggior risposta infiammatoria delle gengive. Questo significa che si è più inclini al sanguinamento e al gonfiore gengivale.
Diventa quindi molto importante mantenere una corretta igiene domiciliare e sottoporsi regolarmente a sedute di igiene professionale per mantenere la salute delle gengive e dell’osso di supporto dei denti.

Queste gengiviti aumentano prima del periodo mestruale, attenuandosi durante il ciclo. Si può avere in questo periodo sensazione di bruciore della bocca e fastidio delle labbra o guance.

Attenzione! La pillola anticoncezionale tende a rendere più suscettibili a questi problemi, quindi è importante comunicarlo al dentista di fiducia.

GRAVIDANZA

Diversi studi dimostrano come una donna gravida, affetta da malattia parodontale, ha maggiore possibilità di avere una nascita prematura o sottopeso del proprio bambino.
Durante la gravidanza è importante sottoporsi a controlli trimestrali dal proprio dentista in quanto i cambiamenti ormonali influiscono molto sul sanguinamento gengivale o sul gonfiore.
Ma soprattutto bisogna ricordare che la placca batterica della madre influenzerà la tipologia di placca batterica del figlio.
Per esser più chiari: se una mamma ha avuto moltissime carie e si trascura, facilmente avrà tantissimi batteri responsabili delle carie nella sua bocca, ed è altrettanto facile che anche il bambino ne sviluppi tanti.

MENOPAUSA E POST-MENOPAUSA

Durante la menopausa la donna potrebbe percepire secchezza in bocca, dolore e fastidio. Diversi studi dimostrano come, in questo periodo, ci sia una forte associazione tra menopausa e perdita dell’osso di sostegno dei denti; quindi diventa ancora più importante essere diligenti e precisi nella pulizia quotidiana della bocca, oltre a sottoporsi a visite periodiche di controllo dal dentista.
Può anche capitare che vengano prescritti farmaci per contrastare l’osteoporosi che, ricordiamo, non riguarda comunque le ossa dei mascellari, ma che diventa più frequente con la menopausa, tanto più se precoce o chirurgica. Questi farmaci, solitamente appartenenti alla famiglia degli aminobifosfonati, sono associati al rischio di osteonecrosi dei mascellari ed è quindi opportuno eseguire una visita odontostomatologica al fine di valutare lo stato di salute della bocca.

PER ESSERE UN OTTIMO ATLETA METTI IL BITE

IL BITE.

Sappiamo tutti che per ottenere buoni risultati sportivi bisogna “stringere i denti”, ma non si tratta solo di allenarsi duramente, qui non parliamo di denti in senso metaforico.
È necessario, infatti, che l’arcata superiore e quella inferiore chiudano in maniera perfetta, al fine di evitare disturbi muscolari e prestazioni inferiori alle proprie capacità.

Un recente studio condotto dall’odontoiatra Dott. Beraldi, dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha dimostrato la correlazione tra la prestazione sportiva e l’occlusione dentale.
Attraverso l’uso del bite – una semplice placca di resina posta tra le arcate dentarie – si è notato un aumento del 4,6% della forza massima dell’atleta e un incremento del 6,6% del lavoro.

Questo non significa che per ottenere buoni risultati si deve per forza portare il bite, ma che, se ci sono problemi di occlusione, questi potrebbero interferire con il risultato della prestazione sportiva.
Inoltre, ricordatevi che il bite va fatto su misura; ogni caso va studiato e trattato nel modo più consono per evitare peggioramenti nella chiusura.

Vampiri

I vampiri sono noti personaggi del folklore popolare
Le origini della loro nascita non sono ben chiare, secondo le leggende bulgare i vampiri erano i morti, che una volta trascorsi nove giorni dal loro funerale, tornavano a fare i dispetti ai vivi e a nutrirsi del loro sangue.
Questa idea fece crescere un’isteria generale nella popolazione che portò a piantare i paletti nel cuore dei cadaveri, per evitare che tornassero dall’aldilà e che trasformassero le loro vittime in atri vampiri.
Iniziarono delle vere e proprie caccie ai vampiri, con l’esecuzione di alcune persone sospette di vampirismo, si cercavano di esorcizzare i “sospetti” con l’uso di acqua santa, crocefissi e rosari.
L’attività vampiresca era legata alla presenza di pipistrelli nelle notti di una piena, ed è in queste notti che si facevano le esecuzioni più grandi.

Nelle credenze popolari sono numerose le figure dei vampiri, ma tutte le raffigurazioni sono simili per la presenza dei canini aguzzi e la sete di sangue.
Con il tempo il “mito” del vampiro cambiò, diventando un vero personaggio cult dei film, e scatenando una vera moda tra i più giovani.
Dal film twilight alla serie buffy, i vampiri divennero una immagine da copiare, e non solo per halloween.

Attraverso una più approfondita ricerca infatti ci siamo accorti che dietro questa figura mitologica, dal più celebre Dracula, si è creata una fitta rete di veri e propri fan che cercano di imitare lo stile di vita della notte, legato alle leggende dei vampiri.
In particolare c’è chi vuole almeno il segno che contraddistingue i vampiri al 100%, ossia i canini aguzzi. Si passa dalle maschere di halloween a mascherine create ad hoc con i canini ben in evidenza, da togliere e mettere in più occasioni, sino a vere e proprie ricostruzioni permanenti dei canini lunghi e a punta in materiale ceramico.

La forma dei canini degli umani riveste un’importante funzione come guida nei movimenti della bocca e non può essere modificata a piacimento, solo per seguire una moda, si rischia di diventare più che vampiri…   Vampirla!!

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il prosecco rovina i denti?

NOTIZIA DALLA GRAN BRETAGNA: IL PROSECCO ROVINA I DENTI. FAKE NEWS? IL PARERE DEI DENTISTI

In un articolo del giornale inglese Daily Mail, poi ripreso dal The guardian è recentemente comparsa la notizia che il Prosecco sia dannoso per i denti. La tesi, avvalorata dal parere di 3 esperti britannici, sarebbe che l’anidride carbonica, lo zucchero e l’alcool presenti nel vino Veneto e Friulano erodano lo smalto dentale, creino buchi sui denti e ne causerebbero la fuoriuscita dalle gengive.

Il rischio di avere il cosiddetto  “Prosecco smile” è stato subito smentito da Mario Aimetti, presidente della società Italiana di Parodontologia e Implantologia, il quale ha affermato che “ è difficile identificare nel prosecco un prodotto rischioso”.

prosecco

Il Prosecco può “erodere lo smalto dentale”?

È risaputo che l’alcool sia in grado di rendere più acida la saliva (abbassare il pH salivare), e ciò comporterebbe una aumentata demineralizzazione dello smalto dentale (parte più esterna del dente). Da uno studio del 2013 (1) sembra che la birra determini una maggior riduzione del pH salivare, seguita dal vino e poi dal consumo di whisky, mentre tutte e 3 le bevande alcoliche sarebbero in grado di determinare una parziale dissoluzione dello smalto

Questo, si verifica in generale subito dopo l’assunzione di cibi e bevande acide (spremute di agrumi, Coca Cola, Fanta e molte altre) e si tratta di un processo fisiologico. Con il passare del tempo dall’assunzione di cibi/bevande acide la saliva diviene via via sempre meno acida e lo smalto dei denti ritorna normale.

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Cosa fare se si beve Prosecco, Vino, Birra o bevande acide e si mangiano cibi acidi?

NON LAVARSI SUBITO DOPO I DENTI ma aspettare 30 minuti circa.

Brindisi

Appena dopo aver assunto questi cibi e bevande, infatti, la saliva è più acida e ciò fa si che inizi un normale e momentaneo processo di dissoluzione ionica dello strato più esterno dello smalto dei denti.

Clessidra

 Ovvero, parte delle particelle che compongono il dente nella parte più esterna, nel momento appena successivo l’assunzione di questi cibi e bevande, tende a lasciare lo smalto del dente per andare nella saliva.

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Se ci spazzoliamo i denti in questo momento acceleriamo questo processo di dissoluzione, e potremmo, negli anni, rovinare lo smalto dei denti.

Oppure se voglio lavare i denti subito dopo aver assunto cibi e bevande acide: prendere un bicchiere pieno d’acqua, metterci del bicarbonato fino a che non vedo un po’ di polvere bianca rimanere sul fondo e fare degli sciacqui. Poi ci si può lavare i denti.

In questo modo si va a tamponare l’acidità salivare e si arresta la dissoluzione dello smalto. Ci si può quindi lavare i denti senza problemi.

Può il Prosecco “creare buchi ai denti”?

La carie, che nelle forme più avanzate può manifestarsi sottoforma di “buchi ai denti” (può essere cavitata), è causata dai batteri che si trovano nella placca batterica. Questi batteri si nutrono di carboidrati e zuccheri e producono degli acidi che portano alla progressiva dissoluzione dei tessuti duri dentali.

Carie

Il prosecco contiene zuccheri di cui possono nutrirsi i batteri che causano la carie, ma molti altri alimenti e bevande zuccherate hanno lo stesso effetto.

Si possono mangiare e bere cibi e bevande zuccherate, ma è fondamentale lavarsi BENE i denti per rimuovere al meglio la placca batterica e fare dei controlli periodici dal dentista per individuare e trattare eventuali carie iniziali.

Il Prosecco può causare la “fuoriuscita dei denti dalle gengive”?

Gengive

La “fuoriuscita dei denti dalle gengive” si può realizzare nella fase terminale della “malattia parodontale”, una volta definita “piorrea”. Si tratta di una malattia che dipende dalla presenza di un particolare biofilm batterico unitamente a una “non regolata” risposta infiammatoria del soggetto. L’alcool non rientra tra i fattori di rischio di tale patologia (2).  Ad ogni modo, sottolineiamo l’importanza di una BUONA igiene orale (pulizia dei denti) per prevenire tale evenienza.

Dott.ssa Erica Campolongo

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Bibliografia

(1)  A Pilot Study into the Effect of Whisky, Wine and Beer Consumption on Tooth Surface Dissolution;  Santosh Kumar et al. Oral Health Dent Manag. 2013 Sep;12(3):151-4.

(2) Parodontologia clinica e implantologia orale, jAN lINDHE, quinta edizione, edi ermes.

VIVI SANO, MANTIENI LA TUA BOCCA IN SALUTE

Lo scorso Lunedì 20 Marzo si è celebrata la Giornata Mondiale della Salute orale, promossa dalle associazioni dei dentisti.
Per la prima volta anche nelle piazze italiane si è cercato di sensibilizzare la popolazione a questo tema, ancora sottovalutato da molti.

La salute della nostra bocca, non è solo legata all’estetica del bel sorriso e dei denti bianchi, ma anche a uno stato di salute generale e di benessere di tutto il nostro organismo.
Le malattie del cavo orale possono essere associate al diabete, a malattie cardiovascolari, all’Alzheimer, al cancro al pancreas e alla polmonite.

E’ importante raggiungere quindi una piena consapevolezza dell’importanza del mantenimento della salute orale, vi vogliamo aiutare sfatando i “MITI” più diffusi , secondo un sondaggio della Fdi- world dental federation condotto coinvolgendo 12 mila persone in diversi paesi: Austria, Brasile, Canada, Egitto, Giappone, Gran Bretania, India, Messico, Nuova Zelanda, Polonia, Stati Uniti, Sud Africa.

Analizziamoli insieme:

-è bene lavarsi i denti subito dopo aver mangiato?
I dentisti raccomandano di aspettare almeno 30 minuti, affinchè il pH del cavo orale, divenuto acido a causa della digestionE, torni a una situazione di neutralità.

-Dopo aver lavato i denti con il dentifricio sciacquare per toglierne i residui dalla bocca
Sbagliato!!! meglio sputare senza usare acqua o usandone davvero pochissima, i residui di dentifricio rimasti libereranno fluoro che si legherà allo smalto dei denti, formando una barriera protettiva intorno allo smalto.

-Meglio i succhi di frutta alle bibite gassate:
Errore! I succhi di frutta contengono sempre alte quantità di zuccheri, che facilitano la formazione delle carie, meglio quindi diminuirne l’assunzione.

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aminobifosfonati

ASSUMI O HAI ASSUNTO AMINOBIFOSFONATI (farmaci per il trattamento dell’osteoporosi e di alcuni tumori)?

ECCO COME PREVENIRE L’OSTEONECROSI DEI MASCELLARI!

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata dalla perdita di massa ossea,ed è molto comune nelle donne dopo la menopausa. I Bifosfonati sono farmaci che inibiscono il riassorbimento osseo, per questo motivo sono ampiamente utilizzati nella prevenzione e nel trattamento dell’osteoporosi. Tali farmaci sono anche usati nella terapia di alcuni tumori.

La Società Americana di Chirurgia Maxillofacciale e la Società Italiana di Patologia e Medicina Orale sostengono che è necessario porre particolare attenzione alla cura di denti e gengive, soprattutto se si sono assunti o se si stanno assumendo farmaci bifosfonati (vedi tabella), poiché questi farmaci possono causare effetti indesiderati a carico della bocca, tra cui l’OSTEONECROSI DELLE OSSA MASCELLARI.

Tale complicanza può:

Presentarsi spontaneamente;

 Comparire in seguito a interventi odontoiatrici invasivi (es. estrazioni dei denti),

 Rimanere asintomatica (per settimane, mesi o anni) 

presentarsi con DOLORE e/o ESPOSIZIONE OSSEA e/o GONFIORE mandibolare/mascellare.

Per questi motivi è molto importante che chi assume tali farmaci si rechi dal dentista per una visita odontostomatologica, al fine di valutare lo stato di salute della bocca (anche se si hanno pochi o nessun dente e/o se si è portatori di protesi mobile/fissa parziale o totale). Occorre inoltre comunicare al dentista che si stanno assumendo tali farmaci o che si sono assunti in passato.

Di seguito riportiamo indicazioni su come prevenire l’osteonecrosi tratte dalla Società Italiana di Patologia e Medicina Orale.

FARMACI ASSOCIATI AL RISCHIO DI OSTEONECROSI DELLE OSSA MASCELLARI

COME PREVENIRE L’OSTEONECROSI..

SE SI STANNO ASSUMENDO O SI SONO ASSUNTI IN PASSATO I BIFOSFONATI

bifosfonati

1 – Effettuare una radiografia panoramica delle arcate dentarie e una visita di controllo dal dentista, per assicurarsi non ci siano problemi in bocca, comunicando se si stanno assumendo o si sono assunti aminobifosfonati

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2 – Se il dentista ritiene opportuno fare delle estrazioni dentarie, dovrebbe essere presa in considerazione la possibilità di sospendere la cura con i farmaci, dopo il nulla osta del medico prescrittore

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3 – Fare un’igiene orale professionale e chiedere al dentista spiegazioni riguardo alla tecnica di pulizia dei denti da effettuare a casa (come usare spazzolino, filo interdentale ed igiene della lingua)

4 – Tutti i trattamenti odontoiatrici che non coinvolgono direttamente il tessuto osseo (otturazioni, devitalizzazioni, trattamenti protesici…) possono essere eseguiti dal dentista.

COME PREVENIRE L’OSTEONECROSI..

SE NON HAI ANCORA ASSUNTO I FARMACI IN TABELLA

bifosfonati

1 – Effettuare una radiografia panoramica delle arcate dentarie e una visita di controllo dal dentista, per assicurarsi non ci siano problemi in bocca, comunicando che si dovrà iniziare una cura con aminobifosfonati

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2 – Se il dentista ritiene opportuno fare delle estrazioni dentarie, la terapia con i farmaci dovrebbe essere intrapresa a guarigione avvenuta del sito post-estrattivo (circa 3 settimane dopo l’estrazione)

Bifosfonati3

3 – Fare un’igiene orale professionale e chiedere al dentista spiegazioni riguardo alla tecnica di pulizia dei denti da effettuare a casa (come usare spazzolino, filo interdentale ed igiene della lingua)

4 – Tutti i trattamenti odontoiatrici che non coinvolgono direttamente il tessuto osseo (otturazioni, devitalizzazioni, trattamenti protesici…) possono essere eseguiti dal dentista anche dopo l’inizio del trattamento con bifosfonati.

FARMACI ASSOCIATI AL RISCHIO DI OSTEONECROSI DELLE OSSA MASCELLARI

Dott.ssa Erica Campolongo

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HO L’ACQUOLINA IN BOCCA!

L’acquolina in bocca non è altro che un aumento di salivazione, che come avrete notato, accade quando vediamo, sentiamo l’odore di una bevanda o cibo che ci piace e che vorremmo gustare.
Quando mangiamo e beviamo accade che i calici gustativi (cioè papille gustative sulla lingua) mandano uno stimolo nervoso al centro del gusto situato nel cervello, che di risposta al sapore, mette in azione le ghiandole salivari. Queste chiamate in causa, si preparano a produrre saliva per la iniziare la digestione del cibo.

Questo processo può essere scatenato anche quando non stiamo mangiando, ma semplicemente vediamo o sentiamo l’odore del cibo, si parla quindi di riflesso incondizionato. Esiste anche la possibilità di condizionare i riflessi e l’esempio più famoso è il riflesso condizionato di Pavlov.

Ivan Pavlov scienziato russo, elaborò il concetto agli inizi del novecento in seguito ad esperimenti sui cani. Questi associava la presentazione di carne ai cani al suono di un campanello, alla fine era sufficiente il solo suono del campanello per determinare salivazione.

La salivazione era perciò indotta da uno stimolo condizionante. Concludendo:

Far venire l’acquolina in bocca, eccitare il desiderio di cibo o bevande, ma anche, per estensione figurativa, … di altre cose. 😉 

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SINDROME DELLA BOCCA URENTE

Che cos’è?

La sindrome della bocca urente è caratterizzata da una sensazione di bruciore della bocca, per la quale non si trova alcuna causa medica o dentale.

bocca-urente

Si tratta di una condizione rara, che interessa principalmente le donne dopo la menopausa, come emerso da uno studio del 2014 sull’incidenza della sindrome (1). La causa di tale sindrome è ancora incerta.

Cosa devo fare se ho questi sintomi?

Occorre farsi visitare da un dentista per escludere che queste sensazioni siano dovute ad altre cause, come ad esempio a patologie della mucosa della bocca (herpes simplex o stomatite aftosa) o a problemi ai denti (traumatismo dei denti o della protesi sulla mucosa).In tabella sono riportate altre condizioni che possono causare una sensazione dolorosa alla bocca;Queste condizioni vanno individuate, e il loro trattamento porta generalmente alla scomparsa dei sintomi.Nel caso in cui non si rilevano possibili cause ai sintomi riferiti, la condizione è considerata “sindrome della bocca urente idiopatica”.

Altre condizioni comunemente associate con questa sindrome, come emerso da una revisione della letteratura del 2007 (2):

Cause meno frequenti di dolore alla bocca:

Problemi psichici

Lingua a carta geografica

Xerostomia (bocca secca per mancanza di saliva):  potrebbe essere causata da assunzione di droghe, patologie del connettivo o dall’età

candida

Infezioni da candida

nutrizionali

Carenze nutrizionali: deficit di vitamina B12, ferro, folati, zinco, vitamina B6

tiroide

Problemi alla tiroide

Stomatite allergica da contatto (infiammazione della mucosa causata dal contatto con un allergene)

menopausa

Menopausa

Come si può curare?

Essendo una condizione molto rara nella forma idiopatica (senza causa rilevabile), è facile che la sindrome della bocca urente sia causata da uno dei fattori sopra-elencati; in questo caso, il trattamento di queste condizioni porta generalmente a una risoluzione dei sintomi.

Nel caso della forma idiopatica il trattamento può variare dalla terapia con farmaci antidepressivi triciclici, all’assunzione di acido alfa-lipoico, alla terapia biocomportamentale, e all’applicazione topica di capsaicina o del licopene (es.Olio Vea). Ad ogni modo, la terapia deve essere su misura del paziente per avere l’effetto terapeutico sperato e i minimi effetti collaterali.

Dott.ssa Erica Campolongo

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Bibliografia

1)A population-based study of the incidence of burning mouth syndrome. Kohorst JJ et al.,Mayo Clin Proc. 2014 Nov;89(11):1545-52. Epub 2014 Aug 28.

2)Burning mouth syndrome: will better understanding yield better management? Maltsman-Tseikhin  et al., Pain Pract. 2007;7(2):151. 

Per realizzare questo breve articolo abbiamo consultato la sezione  “Overview of craniofacial pain” di UpToDate; ricordiamo che UpToDate è uno strumento di supporto alle decisioni cliniche basate su evidenza scientifica, che viene costantemente aggiornato.

IGIENE ORALE E DIABETE

La buona igiene orale alleata contro il diabete

Cos’è il diabete?

Diabete

Il  termine “Diabete Mellito” indica un gruppo di malattie del metabolismo caratterizzate da uno stato cronico di iperglicemia (elevata concentrazione di zuccheri nel sangue). Il diabete è una malattia molto diffusa, si pensi che nel 2005 la percentuale di italiani affetti da diabete è risultata essere del 4.5 % , secondo una recente pubblicazione dell’istituto nazionale di statistica (ISTAT, 2007).

Cos’è la parodontite?

La parodontite (o malattia parodontale) è una malattia infiammatoria provocata dai microrganismi della placca batterica. È così indicata perché colpisce il parodonto, cioè l’insieme di strutture che circondano il dente e lo mantengono saldamente attaccato all’osso. Se non curata, l’infezione procede in profondità: la gengiva si allontana dal dente, creando tasche in cui i batteri si accumulano; il tessuto osseo viene distrutto; i denti perdono supporto e diventano mobili.

Parodontite

Se ho il diabete è più probabile che soffra di parodontite? E questa malattia sarà più grave?

Livello-Diabete
Occorre fare una distinzione tra diabete compensato* e non compensato*.
Esiste un notevole consenso nel considerare che nel soggetto diabetico non compensato la parodontite sia più prevalente (diffusa) e decorra in maniera più grave rispetto al soggetto non diabetico o diabetico compensato.

Infatti, un ampio studio epidemiologico condotto su più di 4300 soggetti della popolazione adulta americana ha indicato che nel diabetico poco controllato il rischio di ammalarsi di parodontite è di 2.9 volte superiore rispetto al soggetto sano, mentre nel diabetico ben compensato non sembrerebbe evidente un aumento di rischio (Tsai, 2002).

Come si cura la parodontite?

E’ fondamentale, per il successo delle cure, il miglioramento dell’igiene orale (lavarsi meglio i denti) ed è auspicabile l’abbandono di abitudini, come il fumo, che possono ridurre la possibilità di successo delle terapie. La rimozione della placca e del tartaro dai denti sopra e sotto il livello della gengiva rappresenta il fondamento irrinunciabile di ogni terapia parodontale.

Occorre entrare in un programma di mantenimento caratterizzato da periodiche detartrasi (pulizie dei denti dal dentista) e una costante attenzione per l’igiene orale domiciliare (pulizia dei denti a casa).

Con la terapia parodontale si ottengono buoni risultati anche nel diabetico?

Test-Diabete

La terapia parodontale non solo determina il miglioramento della situazione orale anche nel soggetto diabetico ma probabilmente contribuisce al raggiungimento di un miglior controllo glicemico. Un appropriato protocollo di mantenimento consente nei soggetti diabetici di ottenere, risultati simili a quelli ottenibili nei oggetti non diabetici, come si conclude in una revisione della letteratura recentemente effettuata dalla Sidp (Società italiana di parodontologia).

Sorriso

→ É importante promuovere stili di vita sani

Sono sempre maggiormente evidenti, i rapporti tra diabete e gli stili di vita, ed in particolare con l’alimentazione, l’attività fisica, ed il fumo. Le basi della prevenzione di queste malattie si fondano sulla promozione di stili di vita appropriati (vedi tabella).

STILI DI VITA DA PREDILIGERE

Cibo_Salutare

Scegliere cibo salutare: mangiare molta verdura, frutta, pane e pasta con farina integrale e latticini a basso contenuto di grassi. Limitare la quantità di carne e cibi fritti e grassi. Limitare, inoltre l’uso del sale.

Essere-Attivi

Essere attivi: camminare, fare giardinaggio o qualche attività che implichi movimento per 30minuti o più,  il maggior numero di giorni della settimana.

Smettere-di-Fumare

Smettere di fumare: il fumo aumenta il rischio di infarti o ictus, o di sviluppare tumori.

Perdere-Peso

Perdere peso:  il sovrappeso aumenta il rischio di andare incontro a molti problemi per la salute.

Evitare-lAlcool

Evitare l’alcool: l’alcool può aumentare lo zucchero nel sangue, la pressione sanguinea e i livelli di colesterolo.

Tabella tratta da UpToDate sezione “Patient education: The ABCs of diabetes (The Basics)”

L’emoglobina è quella proteina, presente nei globuli rossi, che veicola l’ossigeno. La glicata è quella percentuale dell’emoglobina totale a cui resta legato il glucosio. Si è visto che la percentuale di emoglobina glicata in una persona è in diretta relazione con la concentrazione media delle glicemie negli ultimi due mesi. Ci dice quindi quale è stato il livello medio della glicemia nell’arco degli ultimi sessanta giorni.

*Un soggetto diabetico è ben compensato se la glicata è inferiore a 7,5%, ma per chi abbia il diabete la glicata ideale è compresa fra 6 e 7%. Queste percentuali corrispondono a glicemie medie, negli ultimi due mesi, intorno a 150 mg/dl e indicano quindi un controllo soddisfacente, buono.

Dott.ssa Erica Campolongo

Bibliografia:

* Istat, Condizioni di salute, fattori di rischio e ricorso ai servizi sanitari Anno 2005, ISTAT 2 Marzo 2007

* Tsai C, Hayes C, Taylor GW Glycemic contol of type 2 diabetes and severe periodontal diseases in the US adult population. Community Dent Oral Epidemiol 30:182-192, 2002

Per la realizzazione del presente articolo si è consultata la revisione della letteratura “ Malattie Parodontali e Malattie Sistemiche” della Società italiana di Parodontologia, progetto perio-medicine. Inoltre ci si è avvalsi della consultazione su Up to Date della sezione inerente alla malattia parodontale e al diabete. Ricordiamo che Up To Date è uno strumento di supporto alle decisioni cliniche basate su evidenza scientifica, che viene costantemente aggiornato.

apnee e patente

APNEE NOTTURNE: controlli medici per RILASCIO E RINNOVO DELLA PATENTE DI GUIDA;

patente

Con l’entrata in vigore del decreto ministeriale del 22 dicembre 2015, si pongono alcune restrizioni per il rilascio e il rinnovo della patente di guida a chi soffre di apnee notturne (apnee ostruttive del sonno).

La norma dispone che i richiedenti il rilascio o il rinnovo della patente di guida, affetti o sospettati di essere affetti da apnee notturne, siano sottoposti ad un controllo medico e, in alcuni casi, a una valutazione da parte della commissione medica locale.

Ad ogni modo, secondo il decreto, la patente potrà essere rilasciata anche alle persone affette da apnee notturne nelle forme moderate o gravi, purché dimostrino un adeguato controllo dei sintomi (miglioramento della sonnolenza diurna). In caso contrario, la patente non verrà né rilasciata né rinnovata.

Diviene quindi fondamentale il trattamento dell’apnea al fine di migliorare la vigilanza dei soggetti consentendone una guida più sicura (link trattamento apnee).

Apnee e Patente

Dott.ssa Erica Campolongo

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RUSSI di notte e sei stanco e assonnato di giorno?

Potresti soffrire di Apnee Notturne.

Russi-di-Notte

Che cos’è l’APNEA NOTTURNA?

L’apnea notturna è una condizione che fa sì che tu smetta di respirare per alcuni istanti mentre stai dormendo. 

Ci sono due tipi di apnee notturne:

apnea ostruttiva del sonno

in cui si smette di  respirare perché le vie respiratorie faringee si assottigliano o chiudono

apnea-ostruttiva

apnea centrale del sonno

in cui si smette di respirare perché il cervello non invia i segnali corretti ai muscoli che ci fanno respirare.

Quando si parla di apnee notturne, generalmente ci si riferisce alle apnee ostruttive del sonno (parleremo di queste!).  Chi ha apnee notturne non sa di smettere di respirare durante il sonno, ma talvolta si alza sorpreso o desideroso di respirare. Inoltre, queste persone spesso scoprono di russare dai loro famigliari.

L’apnea notturna può essere PERICOLOSA?

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Certamente, chi soffre di apnee notturne non ha una buona qualità del sonno, pertanto è spesso stanco e poco vigile. Ciò pone queste persone a rischio di incidenti stradali o altri tipi di incidenti. Inoltre, secondo diversi studi, è più probabile che persone con apnee notturne soffrano di ipertensione arteriosa, infarti e altri problemi cardiaci. Tuttavia, il trattamento dell’apnea notturna può aiutare a prevenire alcuni di questi disturbi

Apnea-2

Quali sono i PRINCIPALI SINTOMI dell’apnea notturna?

russare forte

russare-forte

stanchezza

Stanchezza

sonnolenza durante il giorno

sonnolenza

Alcune persone con apnea notturna non hanno sintomi, o non sanno di averli; potrebbero pensare sia normale essere stanchi o russare molto.

Dovrei farmi vedere da un dottore?

Sì, se pensi di poter avere un’apnea notturna visita il tuo medico di base. Ti indirizzerà dallo specialista al fine di indagare la problematica.

Posso fare qualcosa per MIGLIORARE la mia APNEA NOTTURNA?

Sì, ecco cosa potrebbe aiutarti:

1 – Non dormire a pancia in alto (Non è spesso semplice, perché non si riesce a controllare la posizione che si assume durante il sonno.  Ma questo aiuta alcune persone).

2 – Perdi peso, se sei  in sovrappeso

Peso

3 – Evita gli alcolici, poiché potrebbe peggiorare l’apnea notturna

alcolici

COME SI TRATTA l’apnea notturna?

1 – Come appena enunciato, la perdita di peso può aiutare se sei in sovrappeso; tuttavia, perdere peso può risultare complesso, e comunque richiede tempo. Molte persone necessitano di altri trattamenti.

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2 – Il trattamento più efficace per l’apnea notturna è detto “ventilazione meccanica a pressione positiva”, esso prevede l’impiego di un dispositivo che mantiene le vie aeree aperte durante il sonno.

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3 – Inoltre, si può posizionare in bocca un “dispositivo orale”, anche chiamato “dispositivo di avanzamento mandibolare”, che aiuta a mantenere pervie le vie respiratorie durante il sonno. Tale apparecchio intraorale fa avanzare leggermente la mandibola e la lingua, aprendo maggiormente le prime vie aeree e opponendosi, in questo modo, al loro collasso durante il sonno.

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4 – Raramente, in caso d’inefficacia dei rimedi precedenti, i medici indicano di ricorrere alla chirurgia per mantenere la pervietà delle vie aeree. La chirurgia, tuttavia, non è sempre efficace e, quando lo è, la problematica può ripresentarsi.

Per la realizzazione di questo breve articolo ci siamo ispirati alla sezione “Patient education: Sleep apnea in adults (Beyond the Basics)” di UpToDate; ricordiamo che UpToDate è uno strumento di supporto alle decisioni cliniche basate su evidenza scientifica, che viene costantemente aggiornato.

Dott.ssa Erica Campolongo

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