Alito pesante? Cause e rimedi dell’alitosi

Quante volte  ti sarà capitato di fare la classica prova dell’alito, soffiando sul palmo della mano aperta. Se facendolo quello che senti è un odore sgradevole, allora vuol dire che potresti soffrire di Fetor ex ore, più comunemente chiamata alitosi. Vediamo insieme quali sono le cause e  i rimedi.

Alitosi: che cos’è

L’alitosi è un disturbo che consiste nell’emissione di odore sgradevole dalla bocca e in certi casi anche dal naso.
È un problema molto diffuso, di cui soffre circa il 50% della popolazione mondiale, che crea gravi disagi a chi ne soffre (non sempre!) e a chi gli sta intorno (soprattutto!).

Le cause dell’alitosi

Le cause sono molteplici: aglio, peperoni, porro, verza ma anche farmaci, alcool, diabete, epatopatie, fumo, ecc..
A scanso di equivoci e scuse, è stato dimostrato che nella maggior parte dei casi il problema è legato alla scarsa igiene orale, più precisamente alla presenza di composti volatili solforati nell’aria espirata.

Queste sostanze vengono prodotte dai microrganismi presenti nel cavo orale che, metabolizzando i residui alimentari e cellulari, causano la putrefazione di sostanze proteiche della saliva, del liquido che sta nel colletto gengivale, del sangue che a volte è presente a causa di gengiviti o piorrea.

La sede principale del fenomeno è la superficie dorsale della lingua.

Alitosi: cure e rimedi

L’alitosi si combatte con il miglioramento dell’igiene orale grazie ad un’adeguata pulizia dei denti e delle gengive, utilizzando filo interdentale e spazzolando la parte dorsale della lingua. Ovviamente noi ti consigliamo anche di aumentare le tue sedute dall’igienista in quanto una pulizia professionale più frequente non potrà altro che portare benefici.

L’uso dei collutori è da consigliare anche se potrebbe essere una soluzione non sufficiente da sola a risolvere il problema.

Anche il metodo naturale “della nonna” può essere una strada, ovviamente non risolutiva ma sicuramente rinfrescate: acqua calda bollita con zenzero fresco per favorire la digestione, contrastare l’accumulo di tossine e la fermentazione batterica.

Molto di moda è mangiare le larve della sfinge del tabacco (manduca secta) una farfalla che vive nelle Americhe le cui larve si nutrono, come suggerisce il nome, di foglie di tabacco.
I piccoli bruchi verdi sono in grado di digerire la nicotina contenuta nelle foglie di cui sono golosi, riuscendo così ad avere un alito pestilenziale al punto da metter in fuga uno dei loro predatori naturali, un piccolo ragno messicano (arana loco).
I ricercatori dell’università dell’Illinois, dopo uno studio in doppio cieco, hanno scoperto che i ragni scappano letteralmente dall’alito tossico dei bruchi, evitando di mangiarseli per cena.
Quindi, concludendo, se non sei un bruco e non corri il rischio di essere mangiato da un ragno, una capatina dall’igienista io la farei!

Il dottor F.

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