Carie: cause, sintomi e cure

La carie è una patologia comportamentale con componente batterica che determina una progressiva demineralizzazione e distruzione dei tessuti duri del dente.

La nostra bocca (così come il nostro organismo) è popolata da batteri, molto importanti per il mantenimento di uno stato di salute orale.

Alcune condizioni, come abitudini alimentari ricche di carboidrati o con “spuntini frequenti” e igiene dentale non accurata, possono far proliferare “specie batteriche cariogene”, ossia batteri in grado di produrre acidi che determinano la demineralizzazione e la dissoluzione dei tessuti duri dentali alla base della carie.

Per questi motivi le abitudini alimentari e l’igiene orale rappresentano aspetti fondamentali per prevenire la carie.

Approfondiamo insieme questo argomento e vediamo anche quali sono i sintomi e come si curano le carie.

Carie: come si previene

IGIENE ORALE E CONTROLLI PERIODICI DAL DENTISTA

Per prevenire la carie è fondamentale pulire i denti con molta attenzione a casa e fare delle visite periodiche dal dentista.

Il dentista e l’igienista dentale, oltre ad escludere la presenza di carie, ti mostreranno come pulire e prenderti cura al meglio della tua bocca fornendoti le indicazioni più idonee.

Queste possono includere:

  • Pulizia dei denti almeno 2 volte al giorno con uno spazzolino elettrico;
  • Pulizia tra i denti con filo interdentale o con scovolini (in caso di spazi interdentali maggiori);
  • Uso di specifici dentifrici in base alla necessità di ogni paziente (se indicato dai professionisti della salute orale).

Sulla base delle necessità della tua bocca occorrerà fare delle pulizie dentali in studio (detartrasi) al fine di rimuovere accuratamente placca batterica e tartaro.

Cliccando sul pulsante qui sotto puoi scaricare le raccomandazioni per una corretta igiene orale, da integrare con una consulenza personalizzata fornita dal tuo professionista della salute orale.

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FLUOROPROFILASSI

La somministrazione di Fluoro per via topica (direttamente sul dente tramite dentifrici e gel fluorati)  è stata considerata dall’OMS notevolmente efficace nella prevenzione della carie.

Infatti il fluoro rende il dente più resistente agli attacchi acidi dei batteri che causano la carie.

 La maggior parte dei dentifrici in commercio contiene quantitativi adeguati di fluoro in base all’età, inoltre, per i pazienti più cario-recettivi, possono essere indicate delle applicazioni di fluoro domiciliari (a casa) e/o professionali (in studio con apposite mascherine).

MODIFICA DELLE ABITUDINI ALIMENTARI

La correlazione diretta tra assunzione di zuccheri e carie è ormai scientificamente comprovata.

Oltre alla quantità dei carboidrati assunti gioca un ruolo fondamentale anche la consistenza del cibo (solido o liquido), nonché la frequenza di assunzione e il tempo di permanenza in bocca.

Per questi motivi sarebbe meglio che riducessi il consumo di dolci e carboidrati fermentabili, assumendoli preferibilmente quando dopo ci si riesce a lavare i denti ed evitare caramelle che si sciolgono lentamente in bocca (che rilasciano zuccheri per un periodo prolungato di tempo).

Se possibile, ti consigliamo inoltre di ridurre il numero degli “spuntini” giornalieri a base di carboidrati: questo fa sì che gli zuccheri contenuti negli alimenti stiano meno tempo a contatto con i denti e che possano quindi cariarli meno facilmente.

Carie: quali sono i sintomi?

La carie in una fase iniziale è priva di sintomi: è presente ma non dà fastidi o dolori particolari.

Al fine di intercettarla in questa fase è molto importante fare controlli periodici dal dentista.

Successivamente, quando aumenta la distruzione del dente, in genere compare sensibilità dentale quando si mangia o beve qualcosa di freddo, caldo o dolce.

In seguito può aumentare la durata e l’intensità del dolore man mano che la carie progredisce verso l’interno dente, fino a causare un dolore sordo, costante e talvolta pulsante al raggiungimento della polpa dentale (il cuore del dente stesso).

Il dolore da “pulpite”, ossia da infiammazione della polpa dentale, è uno dei dolori più intensi che si possano provare.

Questo avviene poiché il cuore del dente si trova in una cavità inestensibile e rigida, in quanto circondata dai tessuti duri dentali.

Infatti, quando subiamo un insulto (che potrebbe essere rappresentato ad esempio da una botta su un braccio) il nostro sistema risponde con una risposta infiammatoria, caratterizzata da gonfiore (quindi aumento di volume) ed edema.

Questo può avvenire in qualsiasi parte del nostro organismo eccezion fatta per i denti: se il cuore del dente (polpa) subisce un insulto non riesce a “gonfiarsi” con la risposta infiammatoria perché circondata da tessuti inestensibili.

Ciò provoca un notevole aumento pressorio all’interno del dente che va a stirare i recettori deputati a trasmettere gli stimoli dolorosi.
Ecco perché la carie profonda può fare tanto male.

La carie, raggiungendo la polpa dentale, può causarne la necrosi (ossia la morte della polpa stessa) e ciò può avvenire con il dolore intenso e acuto appena descritto.

Una volta che il cuore del dente è “morto” può rimanere asintomatico anche per mesi o anni, per poi dare segno di sé con un dolore sordo e pulsante, tipico degli ascessi dentali.

Come curare la carie

La carie è caratterizzata da tessuto dentale degradato e da batteri organizzati in biofilm al suo interno.

Per curare la carie occorre quindi rimuovere con appositi strumenti rotanti tutto il tessuto dentale cariato, comprensivo dei batteri che si annidano all’interno del la carie stessa.

Generalmente, dopo la rimozione della carie, si ricostruisce il dente con tecniche e materiali dedicati andando a ripristinare la corretta anatomia dentale. Questo è ciò che avviene facendo la cosiddetta otturazione.

In caso di carie estese, che abbiano coinvolto la polpa dentale (cuore del dente) danneggiandola o ne abbiano causato la morte, occorre procedere alla cosidetta devitalizzazione del dente (o cura canalare).

Con la devitalizzazione si va a rimuovere la carie e la polpa dentale danneggiata o degradata, disinfettando l’interno del dente e “ricostruendo” il dente stesso con materiali appositi.

I denti devitalizzati sono generalmente denti in cui la carie ha determinato una notevole distruzione dentale.

Essendovi quindi una quota ridotta di tessuto dentale sano residuo, è bene proteggerli dai carichi masticatori più intensi per prevenire la frattura del dente stesso.

Per questo motivo, in alcuni casi, è indicato ricoprire il dente devitalizzato con una corona protesica (capsula).  

 

Dott.ssa Erica Campolongo

Bibliografia
Il contenuto è stato elaborato grazie alle competenze acquisite frequentando diversi corsi organizzati dall’Accademia Italiana di Conservativa e dalla Società Italiana di Endodonzia.
 

© riproduzione riservata

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