Invecchiare è una parte naturale della vita. Cambia il nostro corpo, cambia il nostro modo di vivere… e sì, cambiano anche i nostri denti.
Molte persone notano che con il passare degli anni i denti diventano più sensibili, meno stabili, oppure che masticare non è più così semplice come prima.
Altri iniziano a preoccuparsi per gengive che si ritirano, impianti da valutare, vecchie otturazioni che cedono.
A questo si aggiunge un mito duro a morire: “È normale perdere i denti con l’età.”
La verità? No. Non è affatto normale. È comune solo quando la prevenzione viene trascurata.
Nel nostro studio dentistico di Modena, vediamo ogni giorno pazienti dai 50 anni in su che credono di dover “accettare” dolori, denti che si muovono, protesi scomode o gengive sanguinanti. Ma la realtà è che molti di questi problemi si possono prevenire o risolvere con trattamenti su misura e controlli regolari.
Ecco perché in questo articolo vogliamo guidarti a capire:
- I cambiamenti fisiologici della bocca con l’età
- I problemi dentali più comuni negli adulti e anziani
- Le buone abitudini da seguire per mantenere i denti sani
- Quando e perché è importante rivolgersi al dentista
Denti e invecchiamento: anche in terza età, un bel sorriso è possibile.
E non solo per una questione estetica: masticare bene, parlare con sicurezza e sorridere senza disagio migliora la qualità della vita ogni giorno.
Denti e invecchiamento: perché i denti cambiano con l’età?
Con l’età, i denti non solo si “usurano”, ma diventano anche più vulnerabili a una serie di problemi che prima non si erano mai manifestati. Non si tratta solo di carie o dente che “fa male”: il cambiamento è più sottile, ma continuo.
I cambiamenti fisiologici più comuni sono:
- Lo smalto che si assottiglia.
Lo strato più esterno del dente, lo smalto, con il tempo tende a consumarsi. Questo rende i denti più sensibili al caldo, al freddo e agli acidi, ma anche più fragili di fronte a pressioni o urti. - Le gengive che si ritirano.
Anche le gengive, come ogni tessuto del corpo, perdono elasticità e aderenza. Questo processo può esporre le radici dei denti, che non sono protette dallo smalto, aumentando il rischio di carie radicolari e ipersensibilità. - La produzione di saliva che può diminuire.
La xerostomia (secchezza della bocca) è un problema molto diffuso nelle persone anziane. Può essere legata all’età, ma più spesso è un effetto collaterale di farmaci (per pressione, ansia, depressione, diabete, ecc.). La saliva è fondamentale per l’equilibrio della bocca: senza di essa, i batteri proliferano più facilmente e il rischio di carie e infezioni aumenta. - Il tessuto osseo che si modifica.
Con il tempo, l’osso che sostiene i denti può ridursi — soprattutto se ci sono stati denti estratti o non sostituiti. Questo può portare a mobilità dentale, cambiamento della fisionomia del viso e difficoltà nel posizionare impianti o protesi.
Esistono poi dei fattori aggravanti legati allo stile di vita che possono accelerare questi processi naturali e questi sono:
- Il fumo, che riduce l’ossigenazione dei tessuti e favorisce la perdita di osso e gengiva.
- L’alimentazione acida o ricca di zuccheri, che danneggia lo smalto già indebolito.
- La mancanza di controlli regolari, che fa sì che problemi piccoli diventino gravi.
Molte persone arrivano in studio dicendo: “ho sempre avuto denti sani, ma da qualche anno sento che qualcosa sta cambiando.”
È del tutto normale: il passaggio da una bocca “forte” a una bocca “più fragile” può essere graduale e silenzioso.
Ma non va ignorato. Proprio come monitoriamo la vista, la pressione o le ossa… dobbiamo monitorare anche la salute della bocca.
I problemi dentali più comuni con l’età (e come riconoscerli)
Dolori, mobilità dentale, protesi da rivedere, difficoltà nella masticazione: tutto questo può diventare parte della quotidianità, a meno che non venga gestito in modo preventivo.
Vediamo insieme i disturbi più frequenti, i loro segnali e le possibili soluzioni.
1. Parodontite: la principale causa della perdita dei denti
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che colpisce le gengive e l’osso che sostiene i denti.
Con l’età, diventa più frequente, anche a causa di una riduzione delle difese immunitarie e di una maggiore esposizione ai fattori di rischio (fumo, diabete, igiene orale non ottimale).
I sintomi da non ignorare sono:
- Gengive che sanguinano durante lo spazzolamento
- Alito cattivo persistente
- Denti che si muovono o cambiano posizione
- Gonfiore o retrazione gengivale
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa il 30% degli over 65 soffre di forme gravi di parodontite.
Cosa si può fare allora?
Una diagnosi precoce è fondamentale. Trattamenti di igiene professionale profonda, insieme a controlli regolari, possono fermare la progressione della malattia e salvare i denti.
2. Gengive ritirate e radici esposte
Con l’invecchiamento, le gengive tendono a ritirarsi naturalmente. Ma in alcuni casi, questo processo è accelerato da spazzolamento troppo aggressivo o da infiammazioni non trattate.
Questo cosa comporta:
- Una sensibilità dentale accentuata
- Un maggiore rischio di carie alla radice
- Il classico aspetto del sorriso “invecchiato”
- Una maggiore difficoltà a mantenere pulizia interdentale
Esistono però delle possibili soluzioni come: cambiare tecnica e strumenti di spazzolamento (spazzolino morbido, dentifrici specifici), procedere a trattamenti desensibilizzanti e a interventi conservativi per proteggere le radici.
3. Denti consumati, scheggiati o fratturati
Anni di masticazione, digrignamento notturno (bruxismo), vecchie otturazioni… tutto può contribuire a rendere i denti più fragili e meno resistenti.
Spesso il paziente se ne accorge solo quando un dente si rompe durante la masticazione.
Ecco cosa si può fare:
- Valutare eventuali restauri (otturazioni, intarsi, corone)
- Controllare il bruxismo con un bite notturno
- Rinforzare i denti con trattamenti conservativi personalizzati
4. Perdita di uno o più denti
Molte persone anziane hanno perso denti in passato e non li hanno mai sostituiti. Questo può portare a:
- Squilibri nella masticazione
- Difficoltà digestive
- Danni ai denti rimanenti (che si spostano o si sovraccaricano)
- Perdita ossea progressiva
Oggi, ci sono soluzioni moderne per affrontare il problema, come:
- Protesi mobili più stabili e confortevoli rispetto al passato
- Impianti dentali anche in età avanzata (se le condizioni generali lo permettono)
- Ponti o altre soluzioni protesiche personalizzate
Ricorda, l’età anagrafica non è un limite per gli impianti. Conta di più la salute generale del paziente e la qualità dell’osso.

Con l’avanzare dell’età, anche la routine quotidiana per la cura dei denti va adattata. Non si tratta solo di “lavare bene i denti”, ma di adottare strategie su misura per una bocca che cambia: gengive più delicate, maggiore rischio di secchezza, denti ricostruiti o protesi da gestire.
La buona notizia? Bastano pochi accorgimenti quotidiani per prevenire infezioni, infiammazioni e fastidi, mantenendo una bocca più sana, più a lungo.
Igiene orale nella terza età: le buone abitudini che fanno la differenza
Con l’avanzare dell’età, anche la routine quotidiana per la cura dei denti va adattata.
Non si tratta solo di “lavare bene i denti”, ma di adottare strategie su misura per una bocca che cambia: gengive più delicate, maggiore rischio di secchezza, denti ricostruiti o protesi da gestire.
La buona notizia? Bastano pochi accorgimenti quotidiani per prevenire infezioni, infiammazioni e fastidi, mantenendo una bocca più sana, più a lungo.
Come prendersi cura dei denti naturali
Se hai ancora tutti o parte dei tuoi denti naturali, ecco cosa fare:
- Spazzola i denti 2–3 volte al giorno, usando uno spazzolino morbido (manuale o elettrico) per non traumatizzare le gengive.
- Usa il filo interdentale o gli scovolini: con l’età, gli spazi tra i denti si allargano e possono trattenere cibo e placca.
- Scegli un dentifricio specifico per denti sensibili o antiplacca, in base alle tue esigenze.
- Non dimenticare la lingua, che può trattenere batteri responsabili dell’alito cattivo.
Se hai protesi mobili
Le protesi devono essere pulite ogni giorno, con prodotti specifici.
Lavale con acqua corrente e spazzola apposita dopo ogni pasto e una volta al giorno, immergile in una soluzione disinfettante (mai usare candeggina o detersivi!).
Ricorda: non dormire con la protesi perché durante la notte la mucosa ha bisogno di respirare.
E soprattutto, anche se non hai più denti naturali, è fondamentale fare controlli regolari per verificare lo stato delle gengive, delle ossa mascellari e delle protesi stesse.
Attenzione alla secchezza della bocca
Molti pazienti over 60 soffrono di xerostomia, cioè riduzione della saliva. È un effetto collaterale molto comune di farmaci per:
- pressione alta
- depressione o ansia
- diabete
- Parkinson
- chemioterapie o radioterapia
La saliva è una difesa naturale contro i batteri: senza di essa aumenta il rischio di carie, gengiviti, infezioni micotiche.
Se sei in questa situazione, ecco che potresti: bere piccoli sorsi d’acqua durante il giorno, usare gel o spray idratanti orali (chiedi consiglio al dentista o al farmacista) e stimolare la produzione salivare con gomme senza zucchero (se compatibile).
L’igiene professionale è ancora più importante
Con l’età, i denti sono più vulnerabili, e spesso più difficili da pulire perfettamente a casa.
Per questo, consigliamo di prenotare una seduta di igiene professionale ogni 6 mesi e valutare con il dentista se aumentare la frequenza in caso di protesi, impianti o parodontite.
Ricevere indicazioni personalizzate su come migliorare la pulizia a casa è fondametale.
Quando rivolgersi al dentista (anche se non hai dolore)
Molti adulti e anziani evitano di andare dal dentista fino a quando non avvertono un fastidio importante. Ma nella maggior parte dei casi, quando il dolore arriva, il problema è già avanzato.
In età adulta, è ancora più importante fare prevenzione attiva, perché molti disturbi si sviluppano senza sintomi evidenti, almeno nelle prime fasi.
Se noti denti che si muovono o si spostano, se le gengive sono gonfie, ritirate o sanguinanti, se hai alito cattivo persistente, se una vecchia otturazione, capsula o protesi ti dà fastidio, se mastichi con difficoltà o senti dolore durante i pasti, se hai secchezza alla bocca frequente, se non fai una visita da oltre 12 mesi, prenota subito una visita.
E anche se nessuno di questi sintomi è presente, ti consigliamo comunque di fare un controllo ogni 6–12 mesi, per monitorare lo stato di denti, gengive e protesi.
Nel nostro studio dentistico a Modena, dedichiamo particolare attenzione alla prevenzione nelle persone sopra i 50 anni. Usiamo tecnologie digitali per diagnosi precise e trattamenti minimamente invasivi, pensati anche per pazienti più delicati o con condizioni mediche complesse.
Mantenere una bocca sana dopo i 60 anni è possibile.
Non si tratta solo di evitare problemi, ma di vivere meglio: masticare bene, parlare con chiarezza, sentirsi a proprio agio nel relazionarsi con gli altri.
Un sorriso curato è anche un gesto di rispetto verso sé stessi.
E oggi, grazie alla prevenzione, alle tecnologie e a un approccio personalizzato, puoi proteggere i tuoi denti (o le tue protesi) anche in età avanzata.
Prenota una visita di controllo o una consulenza personalizzata: siamo qui per aiutarti a sorridere, con fiducia.





