ALITO PESANTE? SI GRAZIE!

Alito Pesante

Ti sarà capitato di fare la classica prova dell’alito, soffiando sul palmo della mano aperta.
Se il risultato è da paura soffri di FETOR EX ORE, cioè detto facile: alitosi!!
L’alitosi è un disturbo che consiste nell’emissione di odore sgradevole dalla bocca e in certi casi anche dal naso. E’ un problema molto diffuso, ne soffre circa il 50% della popolazione mondiale, che crea gravi disagi a chi ne soffre (non sempre!) e a chi gli sta intorno (soprattutto!).
Le cause sono molteplici: aglio, peperoni, porro, verza ma anche farmaci, alcool, diabete, epatopatie, fumo, ecc.. A scanso di equivoci e scuse, è stato dimostrato che nella maggior parte dei casi il problema è legato alla scarsa igiene orale, più precisamente alla presenza di composti volatili solforati nell’aria espirata.
Queste sostanze vengono prodotte dai microrganismi presenti nel cavo orale che metabolizzando i residui alimentari e cellulari causano la putrefazione di sostanze proteiche della saliva, del liquido che sta nel colletto gengivale, del sangue che a volte è presente a causa di gengiviti o piorrea.
SEDE principale del fenomeno è la superficie dorsale della lingua.
Cure e rimedi: migliorare la propria igiene orale tramite una adeguata pulizia dei denti e delle gengive utilizzando il filo interdentale e spazzolando la parte dorsale della lingua (sarebbe meglio una seduta da un’igienista!). Consigliato l’utilizzo dei coluttori (che servono come un cerotto su una gamba di legno!), per i naturalisti consigliato il metodo di mia nonna: acqua calda bollita con zenzero fresco, favorisce la digestione e contrasta l’accumulo di tossine e la fermentazione batterica.
Molto di moda è mangiare le larve della sfinge del tabacco (manduca secta) una farfalla che vive nelle Americhe e le cui larve si nutrono, come suggerisce il nome, di foglie di tabacco.
I piccoli bruchi verdi sono in grado di digerire la nicotina contenuta nelle foglie di cui sono golosi, riuscendo così ad avere un alito pestilenziale al punto da metter in fuga uno dei loro predatori naturali, un piccolo ragno messicano (arana loco).
I ricercatori dell’università dell’Illinois, dopo uno studio in doppio cieco, hanno scoperto che i ragni scappano letteralmente dall’alito tossico dei bruchi, evitando di mangiarseli per cena.
Quindi, concludendo, se non sei un bruco e non corri il rischio di essere mangiato da un ragno, una capatina dall’igienista io la farei!

Il dottor F.

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